Frasi Klaus Dibiasi 2

Era bello sentirsi chiamare Angelo Biondo, ma la popolarità metteva pressione: i giornali mi davano la medaglia sicura, io sentivo di dover vincere, non volevo deludere.

KLAUS DIBIASI


Oggi nello sport girano tanti soldi, al mio tempo non c’erano sponsor, erano vietati. Una ditta di abbigliamento mi propose di apparire in cartelloni pubblicitari, ma non ebbi il permesso.

KLAUS DIBIASI


L’avversario della vita comunque è stato l’amico Cagnotto, col quale ho condiviso allenamenti e successi avendo insieme conquistato nove medaglie nell’arco di cinque Olimpiadi. Senza avere sempre come misura il mio amico Cagnotto, vicino in tutte le gare, non so se i miei successi sarebbero stati gli stessi. L’uno era misura per l’altro anche nelle gare minori, e durante i duri periodi di allenamento ci si sosteneva a vicenda.

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La vittoria più bella? L’ultima, a Montreal 1976. Avevo fastidio a tendine e gomito. Il mio rivale era Greg Louganis, l’americano 16 enne, destinato a succedermi. Feci la gara perfetta, fu bellissimo.

KLAUS DIBIASI

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